Circolare INPS: i chiarimenti sul decreto attuativo del Jobs Act in tema di congedi parentali

La Circolare INPS del 17 luglio 2015, n. 139, ricorda che L’articolo 32 del T.U. maternità/paternità prevede, a seguito della riforma, che “per ogni bambino, nei primi suoi 12 anni di vita (e non più 8 anni di vita come previsto in precedenza), ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalità stabilite dal presente articolo”.
[read more=”Continua” less=”Nascondi”]Resta invece invariato il periodo massimo di fruizione del congedo parentale (limite massimo individuale pari a 6 mesi, elevabile a 7 nel caso in cui il padre lavoratore dipendente fruisca di almeno 3 mesi di congedo parentale; limite massimo complessivo tra i genitori pari a 10 mesi, elevabili a 11 nel caso in cui il padre fruisca di congedo parentale per un periodo non inferiore a 3 mesi; limite massimo di 10 mesi in caso di genitore solo).

In attuazione del nuovo articolo 32 T.U., dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, ciascun genitore lavoratore o lavoratrice dipendente può fruire di periodi di congedo parentale residui fino a 12 anni di vita del figlio.[/read]

Cassazione: nullo il licenziamento comminato nell’immediatezza di un aborto

Con sentenza n. 14723 del 14 luglio 2015, la Corte di Cassazione ha dichiarato nullo il licenziamento comminato ad una lavoratrice nell’immediatezza di un aborto.
[read more=”Continua” less=”Nascondi”]I giudici della Suprema Corte hanno affermato come il periodo successivo all’aborto è equiparato ad un periodo di malattia e come tale non può avvenire un licenziamento.[/read]

Gazzetta Ufficiale: pubblicata la Legge di conversione del decreto Pensioni

Il Parlamento ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 20 luglio 2015, la Legge 17 luglio 2015, n. 109 di conversioni, con modificazioni, del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR.

Cassazione: licenziamento per il lavoratore trovato a fumare

Con sentenza n. 14481 del 10 luglio 2015, la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità del licenziamento per giusta causa, comminato ad un lavoratore che non aveva rispettato il divieto di fumare in una zona dell’azienda con alta potenzialità di rischio incendio.
[read more=”Continua” less=”Nascondi”]I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato come la fondatezza del provvedimento espulsivo era legittimata dalle mansioni di caporeparto del lavoratore che avrebbe dovuto essere un esempio per gli altri colleghi, soprattutto in un luogo estremamente pericoloso dell’azienda.[/read]

Cassazione: licenziamento per il lavoratore che durante la malattia lavora

Con sentenza n. 13955 del 7 luglio 2015, la Corte di Cassazione ha riaffermato la legittimità del licenziamento comminato al dipendente che durante il periodo di malattia svolge altri lavori manuali pesanti pregiudicanti la sua guarigione.
[read more=”Continua” less=”Nascondi”]I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato come tale comportamento vìoli i principi di correttezza e buona fede che devono presiedere all’esecuzione del contratto. Nel caso specifico, è mancato nel rapporto di lavoro, da parte del lavoratore, una condotta tale da poter essere considerata ligia e congrua durante il periodo di malattia, e che avesse come obiettivo la guarigione e la ripresa della prestazione lavorativa.[/read]