Omesso versamento dei contributi è reato da contestare

Con sentenza n. 25537 del 10 giugno 2019, la Corte di Cassazione penale ha affermato che dopo le modifiche introdotte con il decreto legislativo n. 8/2016 “il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali si configura come una fattispecie criminosa nel cui ambito, superato il limite di legge, le ulteriori omissioni consumate nel corso del medesimo anno si atteggiano a momenti esecutivi di un reato unitario a consumazione prolungata, la cui definitiva cessazione coincide con la scadenza del termine previsto per il versamento dell’ultima mensilità, ovvero con la data del 16 gennaio dell’anno successivo. Dunque, è superata la configurazione del reato quale reato omissivo che si consuma alle singole scadenze di versamento, essendo, ora, reato unico che si consuma al superamento della soglia di euro 10.000“.

Divieto di rinuncia al TFR durante il rapporto di lavoro

Con ordinanza n. 14510 del 28 maggio 2019, la Corte di Cassazione ha affermato che “il diritto alla liquidazione del TFR del lavoratore ancora in servizio è un diritto futuro. La rinuncia del lavoratore è radicalmente nulla, ai sensi del comma secondo dell’art. 1418 c.c. e dell’art. 1325 c.c., per mancanza dell’oggetto, non essendo ancora il diritto entrato nel patrimonio del lavoratore è non essendo sufficiente l’accantonamento delle somme già effettuate“.

Governo: pubblicato il Decreto crescita

Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2019, il Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019,  concernente le “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi“.
Queste le principali novità in materia di lavoro:
•    articolo 5 – modifica alla normativa all’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147 (Rientro dei cervelli)
•    articolo 6 – modifiche al regime dei forfetari
•    articolo 7 – incentivi a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare
•    articolo 26 – agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare
•    articolo 33 – assunzione di personale nelle Regioni a statuto ordinario e nei Comuni in base alla sostenibilità finanziaria

Licenziamento e reintegra se esplicitamente prevista dal CCNL

Con sentenza n. 14500/2019, la Corte di Cassazione ha affermato che “il giudice di merito deve accertare se sussistono o meno la giusta causa ed il giustificato motivo di recesso, secondo le previgente nozioni fissate dalla legge. Nel caso in cui escluda la ricorrenza di una giustificazione della sanzione espulsiva, deve svolgere una ulteriore disamina sulla sussistenza o meno delle due condizioni previste dal comma 4 dell’art. 18 per accedere alla tutela reintegratoria: insussistenza del fatto contestato ovvero fatto rientrante tra le condotte punibili con una sanzione conservativa“.

Cassazione: trasferimento del dipendente

Con sentenza n. 11180 del 23 aprile 2019, la Corte di Cassazione ha affermato la illegittimità del licenziamento adottato da un datore di lavoro che ha omesso di motivare il licenziamento sulla base delle ragioni tecniche, organizzative e produttive, non essendo sufficiente la consegna di un tabulato con l’elenco delle sedi di lavoro contenute nell’accordo sindacale di ridistribuzione dell’organico. La Suprema Corte ha ritenuto illegittimo il licenziamento della dipendente che si era rifiutata di presentarsi presso la nuova sede assegnatale, dopo la comunicazione che non c’erano più posti nella sede originaria.