Obblighi di vigilanza del datore di lavoro in caso di condotta colposa del dipendente

Con sentenza n. 8883/2016 la Corte di Cassazione ha affermato che non incombe sul datore di lavoro un obbligo di vigilanza assoluta nei confronti dei singoli lavoratori in quanto, una volta forniti tutti i mezzi protettivi idonei e dopo aver adempiuto alle proprie obbligazioni, non risponde di una condotta imprevedibilmente colposa degli stessi.

Licenziamento legittimo in caso di attività durante la malattia

Con sentenza n. 6054 del 29 marzo 2016, la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento di un lavoratore che durante una malattia, giustificata da un regolare certificato medico al quale aveva aggiunto la fruizione di congedi parentali, aveva partecipato ad una battuta di caccia all’estero.

Illegittimo il licenziamento per un furto di scarsissimo valore

Confermando quanto deciso dal giudice di primo grado e da quello di appello, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 6764 del 12 aprile 2016, ha ritenuto eccessivo, annullandolo, un provvedimento di licenziamento di una impresa che aveva inteso punire un proprio capo reparto che non aveva pagato in cassa alcune rondelle metalliche di valore pari a 2,90 euro.
I tre gradi di giudizio non sono riusciti ad accertare se il lavoratore, mettendo a posto gli scaffali, aveva inserito nella propria tasca le rondelle metalliche per una sorta di riflesso condizionato o per proprie necessità personali.

Valido il licenziamento per minacce al datore di lavoro

Con sentenza n. 5776 del 23 marzo 2016, la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità del licenziamento per giusta causa comminata dal datore di lavoro nei confronti del lavoratore che, una volta ricevuta l’ennesima sanzione disciplinare, si rivolge all’amministratore dell’azienda con espressioni dal tono minaccioso e dal contenuto scortese.

Regolamento Europeo Privacy: il Parlamento UE approva le nuove regole

L’assemblea plenaria del Parlamento Europeo ha approvato in seconda lettura i testi del Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali e della Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini. Con questo passaggio si conclude un iter legislativo durato oltre 4 anni.
Il nuovo “pacchetto protezione dati”  garantirà maggiori opportunità e tutele per cittadini e imprese, in particolare, il nuovo Regolamento introdurrà una legislazione in materia di protezione dati uniforme e valida in tutta Europa stabilendo criteri che da una parte responsabilizzano maggiormente imprese ed enti rispetto alla protezione dei dati personali e, dall’altra, introducono notevoli semplificazioni e sgravi dagli adempimenti per chi rispetta le regole.
[read more=”Continua” less=”Nascondi”]La Direttiva, secondo elemento fondamentale del pacchetto, stabilisce, per la prima volta, norme comuni per il trattamento dei dati a fini giudiziari e di polizia all’interno di tutti gli Stati membri. Obiettivo della Direttiva è quello di innalzare le garanzie per la privacy dei cittadini quanto interviene un trattamento dati per motivi giudiziari e di polizia, ma anche facilitare notevolmente lo scambio e l’uso delle informazioni utili per il contrasto a fenomeni come criminalità e terrorismo.
Il Regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella GUUE e, dopo due anni, le sue disposizioni saranno direttamente applicabili in tutta l’Unione europea. Gli Stati membri avranno due anni per recepire le disposizioni della Direttiva nel diritto nazionale con apposite norme.[/read]