Licenziamenti collettivi e anzianità

Con sentenza n. 22914/2015 la Cassazione ha affermato che, nell’aver individuato nell’accordo collettivo ai fini della individuazione dei lavoratori da licenziare al termine di una procedura collettiva di riduzione di personale, come unico criterio quello dell’ età anagrafica, e’ cosa legittima e non discriminatoria.

Licenziamenti collettivi e criteri di scelta

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 23609/2015, ha affermato che il datore di lavoro, al termine di una procedura collettiva di riduzione di personale, è vincolato al rispetto ai criteri di scelta definiti. Nel caso di specie l’imprenditore aveva enunciato già nella stessa lettera di apertura della procedura a quali criteri si sarebbe attenuto nella individuazione dei dipendenti oggetto di recesso. [read more=”Continua” less=”Nascondi”]I licenziamenti sono stati ritenuti illegittimi in quanto il datore non aveva individuato i lavoratori secondo il principio dei criteri in concorso tra loro, ma aveva scelto seguendone uno soltanto.
La Suprema Corte ha rimarcato che mentre la decisione del datore di ridurre la forza di lavoro ha natura discrezionale e, quindi, il giudice non ne può sindacare il merito, nel momento in cui tale decisione viene definita scatta l’unico momento di tutela del personale eccedentario (rispetto dei criteri) e questo deve essere perseguito sulla base dei principi generali di correttezza e buona fede.[/read]

Licenziamenti nel pubblico impiego: applicabile l’articolo 18

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 24157/2015, ha affermato che l’articolo 18, come riformato dalla legge n. 92/2012, trova applicazione anche nei confronti del personale pubblico “contrattualizzato” con l’esclusione dei magistrati, dei professori universitari, dei militari e del personale della carriera prefettizia.

Cassazione: responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni

Con sentenza n. 46979 del 26 novembre 2015, la Corte di Cassazione penale ha affermato che ai fini della responsabilità per gli infortuni sul lavoro e’ sufficiente che l’infortunio si sia verificato per inadempienze verso disposizioni sancite all’interno del codice civile e non per violazione di norme specifiche.

Licenziamento e videosorveglianza

Con sentenza n. 39206 del 28 settembre 2015, la quinta sezione penale della Cassazione ha affermato che nell’ambito di un procedimento penale a carico di un dipendente di una farmacia per furto aggravato a danno del titolare, sono utilizzabili come prove documentali le video riprese effettuate con telecamere installate all’interno dei luoghi di lavoro dal datore per esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale messo a rischio da comportamenti di lavoratori infedeli.