Uso auto aziendale e licenziamento

Con sentenza n. 1377/2018, la Corte di Cassazione, riferendosi ad un rapporto costituitosi prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 23/2015, ha affermato la illegittimità di un licenziamento adottato in quanto per la valutazione della giusta causa occorre considerare non soltanto la gravità dei fatti addebitati e l’intensità del profilo soggettivo, ma anche la proporzionalità degli stessi rispetto alla sanzione espulsiva inflitta (cosa che nel caso di specie, appare di minore gravità comportamentale).

Licenziamento e verifica del periodo di comporto

Con sentenza n. 1634/2018, la Corte di Cassazione ha affermato che ai fini della verifica delle giornate di malattia finalizzata al calcolo relativo al superamento del periodo di comporto occorre, in giudizio, produrre documenti idonei come le certificazioni mediche. Di conseguenza, non possono essere prese in considerazione le buste paga consegnate dall’azienda, regolarmente, al lavoratore, contenenti le indennità per i giorni di malattia, mai contestate (in quanto le stesse, non possono essere considerate come prova, provenienti dalla sfera dell’imprenditore).

Alla luce di quanto appena affermato, la Suprema Corte ha dichiarato illegittimo il licenziamento.

Cassazione: da tempo pieno a part-time – necessità dell’accordo scritto

Con sentenza n. 1375/2018, la Corte di Cassazione, intervenendo su una questione relativa ad un rapporto di lavoro sviluppatosi nel tempo in periodi di tempo parziale e di full-time, ha affermato che, mentre il rapporto a tempo pieno è desumibile dal comportamento tenuto dalle parti in costanza di svolgimento  dello stesso, quello a tempo parziale, in diminuzione rispetto al normale regime contrattuale, deve necessariamente risultare da atto scritto, essendo vietata al datore di lavoro la modifica unilaterale del regime relativo all’orario di lavoro.