Responsabilità del datore in caso di infortunio ed alta professionalità del dipendente

Con la sentenza n. 5233 del 16 marzo 2016, La Corte di Cassazione ha affermato come la messa a disposizione, da parte del datore di lavoro, dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e la successiva formazione sulla sicurezza, non esime quest’ultimo dalla responsabilità in caso di infortunio accorso al lavoratore, qualora non abbia vigilato sull’utilizzo effettivo, da parte dei dipendenti, degli stessi DPI messi a disposizione.
[read more=”Continua” less=”Nascondi”]I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato come l’alta professionalità del lavoratore e la semplicità delle operazioni che questi deve effettuare, e che hanno portato all’evento infortunistico, non esonera il datore di lavoro dalla vigilanza su tutte le attività svolte in azienda.[/read]

Comunicazione all’Inps per la reperibilità alla visita di controllo

Con sentenza n. 3294 del 19 febbraio 2016, la Corte di Cassazione conferma che l’obbligo di reperibilità alla visita medica di controllo comporta che l’allontanamento dall’abitazione indicata all’ente previdenziale quale luogo di permanenza durante la malattia sia giustificato solo quando tempestivamente comunicato agli organi di controllo. Qualora tale comunicazione sia stata omessa o sia tardiva, non viene automaticamente meno il diritto, ma l’omissione o il ritardo devono a loro volta essere giustificati.

Patto di prova e pregressi rapporti di lavoro con lo stesso lavoratore

Con sentenza n. 4635 del 9 marzo 2016, la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo il patto di prova stipulato in un contratto a tempo indeterminato, in quanto un uguale patto di prova era stato sottoscritto con lo stesso dipendente e per le medesime mansioni in un precedente rapporto di lavoro a termine.
[read more=”Continua” less=”Nascondi”]I Giudici della Suprema Corte hanno affermato come la causa del patto di prova deve essere individuata nella tutela dell’interesse comune alle due parti del rapporto di lavoro. Da ciò scaturisce che il patto deve considerarsi invalido ove la suddetta verifica sia già intervenuta, con esito positivo, per le specifiche mansioni in virtù di prestazione resa dallo stesso lavoratore, per un congruo lasso di tempo, a favore del medesimo datore di lavoro.[/read]

Licenziamento per superamento del comporto e giorni di Legge 104

Con sentenza n. 3065 del 17 febbraio 2016, la Corte di Cassazione ha affermato che in caso di licenziamento di un lavoratore per superamento del periodo di comporto, nel computo dello stesso non devono rientrare i periodi di aspettativa non retribuita, usufruiti in base ai benefici della Legge n. 104/92, anche se questi ultimi sono consecutivi ad un periodo di assenza per malattia o aspettativa.