Cassazione: licenziamento per giusta causa ed esposizione del codice disciplinare

Con sentenza n. 17366 del 1 settembre 2015, la Corte di Cassazione, ha ribadito la legittimità del licenziamento per giusta causa comminato per gravi violazioni delle direttive aziendali, anche in mancanza dell’affissione del codice disciplinare nella sede lavorativa del dipendente.

Pubblicati gli ultimi Decreti Legislativi sul Jobs Act

Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sul Supplemento Ordinario n. 53 della Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2015, gli ultimi 4 Decreti Legislativi su delega della Legge n. 183/2014.
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  • Decreto Legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 – Riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro;
  • Decreto Legislativo n. 149 del 14 settembre 2015 – Razionalizzazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro;
  • Decreto Legislativo n. 150 del 14 settembre 2015 – Riforma dei servizi per il lavoro e di politiche attive;
  • Decreto Legislativo n. 151 del 14 settembre 2015 – Semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese.

I Decreti entrano in vigore dal 24 settembre 2015.[/read]

Cassazione: licenziamento per comportamenti ingiuriosi nei confronti del datore di lavoro

Con la sentenza n. 17435 del 2 settembre 2015, la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità del licenziamento comminato nei confronti di un lavoratore che, con i suoi comportamenti minacciosi ed ingiuriosi, crea un generale clima di tensione all’interno dell’azienda.

Corte Europea di Giustizia: lavoratori itineranti e orario di lavoro durante gli spostamenti

La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza alla causa C‑266/14 del 10 settembre 2014, ha ritenuto che l’articolo 2, punto 1, della Direttiva Europea n. 2003/88, sull’organizzazione dell’orario di lavoro, debba essere interpretato nel senso che costituisce «orario di lavoro» il tempo che lavoratori itineranti impiegano per spostarsi dal loro domicilio al primo cliente indicato dal loro datore di lavoro e dall’ultimo cliente indicato dal loro datore di lavoro al loro domicilio.

Cassazione: prestazioni eccedenti rispetto a quelle richiede dal datore, nessun danno da superlavoro

Con sentenza n. n. 17438 del 2 settembre 2015, la Corte di Cassazione ha stabilito che non ha diritto ad alcun ristoro del danno da superlavoro il dipendente che, autonomamente e senza che il datore di lavoro glielo avesse richiesto, ha assunto su di se compiti e responsabilità proprie di altri colleghi d’ufficio.
[read more=”Continua” less=”Nascondi”]I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato come, in questo caso, non sussista alcuna responsabilità del datore sulla base dell’articolo 2087 del codice civile, in merito alle tutele che quest’ultimo deve adottare per tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro; soprattutto dal momento in cui il datore di lavoro stesso aveva dato dimostrazione di aver posto in atto tutte le cautele necessarie per evitare il verificarsi del danno per escludere la sua responsabilità.[/read]